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La Fondazione per la Ricerca sulle Lesioni
del Midollo Spinale prende origine nel 1980 dai primi interventi sperimentali
eseguiti dal prof. G. Brunelli (allora direttore della cattedra di Ortopedia
e Traumatologia della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università
di Brescia) e dalla sua equipe.
Allora le conoscenze della anatomia e della fisiologia del midollo spinale
erano estremamente povere e limitate a ricercatori di base.
Il prof. Brunelli che da circa 20 anni si dedicava alla ricerca ed al
trattamento clinico delle lesioni dei nervi periferici si mise in testa
di cercare di guarire anche le lesioni del midollo spinale.
Negli anni immediatamente successivi si costituì la “Associazione
per la Ricerca sulle Lesioni del Midollo Spinale” che a sua volta
costituì il Gruppo Italiano di Studio sulla Paraplegia che incluse
anche ricercatori di altri istituti come gli istituti di Fisiologia, di
Farmacologia di Biotecnologie e di Istologia Patologica di Patologia Generale
dell’Università di Brescia ed il servizio di Neurofisiopatologia
degli Spedali Civili di Brescia.
Nel 1988 l’associazione si trasformò in “Fondazione”
no profit ONLUS, costituita con atto notarile repertorio 84751 raccolta
12214 dal notaio Giuseppe Faraldo notaio in Manerbio, nel collegio notarile
di Brescia.
Quando ancora era una associazione, i ricercatori oltre a lavorare nei
propri istituti in Italia si portarono nell’anno 1994-95 in Svezia
a Stoccolma per eseguire esperimenti sui primati non umani (macaca fascicularis)
non avendo a quel tempo l’autorizzazione a fare simili esperimenti
in Italia.
Ottenuta l’autorizzazione la ricerca sui primati continuò
in Italia nei laboratori prima dell’associazione e poi della fondazione.
I risultati furono molto interessanti e consentirono nel 2000 di eseguire
il primo intervento su un paziente umano volontario pienamente informato
con esito positivo.
La paziente affetta da sezione completa del midollo spinale a livello
T8 è stata operata (con il consenso del Comitato Etico del Servizio
Sanitario Nazionale) di connessione del midollo sopralesionale con i nervi
periferici di muscoli dell’arto inferiore senza l’intermediario
dei neuroni motori inferiori (quelli che risiedono nel midollo spinale
sottostante la lesione) col risultato di una deambulazione rudimentale
ma efficiente.
Questo risultato è stato presentato nel 4° International Symposium
on Experimental Spinal Cord nel 2002 ha destato ammirazione e sorpresa
perché con questo intervento le fibre nervose che arrivano ai muscoli
sono quelle dei motoneuroni superiori (cerebrali) le quali usano un neuro-trasmettitore
(il glutammato) completamente diverso da quello dei motoneuroni midollari
che normalmente stimola i muscoli l’acetilcolina.
La prof. Rita Levi Montalcini, premio Nobel ci incitò a cercare
di dimostrare come questo era possibile. La ricerca è stata mirata
a questo scopo con un nuovo modello chirurgico sperimentale ed ha coinvolto
appassionatamente e febbrilmente negli ultimi 3 anni ricercatori della
fondazione e quelli della sezione di Farmacologia Tossicologia e Terapia
Sperimentale del Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologie e
della sezione di Biochimica dell’Università di Brescia nonché
del dipartimento di Elettrofisiologia degli Spedali Civili di Brescia.
Questa ricerca ha ottenuto un risultato clamoroso, sperato, anche se non
sicuramente aspettato che è stato pubblicato nel giugno 2005 dalla
rivista PNAS.
La ricerca continua con numerosi altri obbiettivi complementari.
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