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ETS: UN NUOVO INIZIO NEL SEGNO DI GIORGIO BRUNELLI

La Fondazione Giorgio Brunelli ha raggiunto un importante traguardo ottenendo l’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) e diventando ufficialmente Ente del Terzo Settore (ETS). Potrebbe sembrare un semplice adempimento amministrativo. In realtà rappresenta molto di più: il riconoscimento di un percorso che affonda le proprie radici nella visione del professor Giorgio Brunelli e nella convinzione che la ricerca scientifica debba sempre essere al servizio della persona. La Fondazione nacque dall’esperienza maturata accanto ai pazienti. Nel reparto diretto da Giorgio Brunelli presso gli Spedali Civili di Brescia arrivavano giovani colpiti da lesioni del midollo spinale, persone con gravi traumi degli arti e pazienti ai quali spesso erano state offerte poche speranze. Di fronte a quelle situazioni apparentemente senza soluzione, Brunelli non smetteva mai di interrogarsi su ciò che la scienza avrebbe potuto ancora fare. Da questa tensione verso il futuro nacque l’idea di una Fondazione capace di sostenere la ricerca, la formazione e l’innovazione nei campi della microchirurgia e delle neuroscienze.

Un progetto che non guardava soltanto ai risultati scientifici, ma anche alla loro concreta ricaduta sulla vita delle persone. La sua visione era profondamente internazionale. Negli anni Settanta Brescia divenne un punto di riferimento per la formazione di specialisti provenienti da tutto il mondo grazie ai corsi teorico-pratici di microchirurgia organizzati presso l’Università degli Studi di Brescia. Successivamente, in qualità di Officer dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Brunelli fu chiamato a Shanghai per insegnare le tecniche di microchirurgia dei nervi periferici a chirurghi cinesi, contribuendo alla crescita di una nuova generazione di specialisti.

Nel 1990 la stessa filosofia lo portò in India, presso il Vimala Dermatological Center di Mumbai, dove promosse corsi di formazione dedicati ai medici impegnati nella cura delle persone affette dalla malattia di Hansen.

Grazie alla collaborazione della Zimmer, che mise a disposizione cinquanta microscopi operatori, fu possibile realizzare un programma di insegnamento che lasciò un’eredità professionale e umana ancora oggi viva. Queste esperienze rappresentano molto bene ciò che Giorgio Brunelli considerava il vero compito della medicina: non custodire il sapere, ma condividerlo; non limitarsi a curare, ma creare opportunità di crescita per altri professionisti affinché sempre più pazienti potessero beneficiare dei progressi della scienza. Dopo la sua scomparsa, questo cammino non si è interrotto. La Fondazione ha continuato a vivere grazie all’impegno di collaboratori, ricercatori e amici che ne hanno raccolto l’eredità scientifica e umana. L’ingresso nel Terzo Settore segna oggi una nuova tappa di questo percorso.

Sotto la presidenza della dottoressa Luisa Monini Brunelli, la Fondazione ha consolidato la propria struttura e rafforzato la propria missione, continuando a promuovere ricerca, formazione, divulgazione scientifica e collaborazione con università, ospedali e centri di eccellenza italiani e internazionali. Per questo motivo l’iscrizione al RUNTS non rappresenta un punto di arrivo, ma un nuovo punto di partenza. Un’opportunità per guardare al futuro con rinnovata energia, mantenendo fede ai valori che hanno ispirato il nostro fondatore. Perché, se Giorgio Brunelli non è più fisicamente tra noi, continua a vivere nelle idee che ha lasciato, nelle persone che ne portano avanti il lavoro e nei pazienti che ancora oggi beneficiano dei risultati della sua ricerca.

Questa è la sua eredità più preziosa: aver dimostrato che la conoscenza scientifica acquista il suo significato più profondo quando incontra la persona. Per questo la Fondazione guarda al futuro continuando a costruire quel ponte tra scienza e persona che ha guidato tutta la vita di Giorgio Brunelli, portando le intuizioni del laboratorio fino al letto del paziente e trasformando la conoscenza in cura, autonomia e rispetto della dignità della persona.

La presidente

 

 
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